Masseria Provenzani a Casalabate

Continua il nostro viaggio alla scoperta del Gal Valle della Cupa e delle aziende eccellenti racchiuse in questo scrigno salentino caratterizzato da uliveti e natura che sconfina nel mare. Oggi visitiamo Masseria Provenzani che si trova all’interno di un’area di grande importanza storico-naturalistica che va dal parco naturale di Rauccio, osservatorio locale del WWF, al sito archeologico dell’Abbazia romanica di Santa Maria di Cerrate del XI secolo, oggi acquisito dal FAI per la conservazione e promozione dei beni culturali.

Visitare Masseria Provenzani è fare un viaggio nel tempo, entrare in una dimensione di bellezza protetta e mozzafiato. Una collezione di dettagli e oggetti che dicono un piccolo mondo antico, incorniciano questo luogo simbolo del Gal Valle della Cupa. Un lampadario tra gli alberi, un’auto d’epoca tra il patio e l’orto, una macina e i setacci, ecco l’alfabeto di questa masseria oggi aperta al pubblico. Nell’antico contesto la Masseria Provenzani, già annoverata nel Catasto onciario di Lecce del 1755, risulta facente parte dell’esteso feudo di Santa Maria di Cerrate tra i beni del noto teologo Giuseppe Lombardi della “Città di Ojra”.

Il bosco Provenzani circonda l’antica masseria nel cuore del Gal Valle della Cupa, vi si accede attraversando una teoria di agrumeti, giardini e sentieri che conducono nel luogo dove il vento del ‪#‎Salento‬ sussurra ai cavalli. Questo territorio, compreso tra Lecce, Squinzano-Casalabate e San Cataldo, era un tempo occupato da estesi possedimenti feudali per la maggior parte di proprietà di ordini religiosi. Su questi feudi si organizzò, a partire dal XV secolo, un fitto tessuto insediativo costituito prevalentemente da masserie fortificate.

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