Terra d’Arneo: Terra da Gustare | InOnda WebTv

L’Arneo, bubbone per Vittorio Bodini e Salvatore Paolo negli anni 50, giardino dello Ionio oggi. Abbandonata a se stessa, per anni saccheggiata dall’abusivismo edilizio, ai margini della penisola salentina, negli ultimi dieci anni questa porzione di territorio ha alzato la testa e, consapevole delle sue risorse e opportunità, si è posta come snodo importante per lo sviluppo economico rurale. E questo grazie, anche e soprattutto, ai due programmi Leader II e Leader+ gestiti e attuati dal GAL Terra d’Arneo.

Se l’espressione giardino dello Ionio attribuita all’Arneo appare una aspirazione e un sogno, più o meno retorici, la realtà è che, per le conoscenze approfondite, gli studi, le ricerche, le tesi di laurea e le pubblicazioni tanto numerose in questi ultimissimi anni, questa terra ha riscoperto la sua identità, sganciandola dalla pagina importante delle lotte contadine che l’avevano ingessata e mettendosi in cammino verso uno sviluppo capace di tenere insieme tradizione e innovazione.

Tra le iniziative comunitarie finanziate dall’Unione europea, Leader è stata quella caratterizzata dal maggior grado di originalità e innovazione nel suo modo concreto di agire nella programmazione e nella attuazione degli interventi di sviluppo.

L’analisi su cosa ha prodotto Leader in Terra d’Arneo non può ridursi solo alla ricerca sulla crescita delle variabili economiche del territorio. Un risultato essenziale di questa nostra esperienza, non quantificabile, riguarda la capacità che questo territorio ha avuto di leggersi e interpretarsi, di fare scelte condivise nel rispetto delle sue peculiarità, di trovare strategie e mettere insieme i vari elementi, pubblici e privati, in una logica di sviluppo. In altre parole questa esperienza è da considerare un investimento a rendere e, perciò, il suo contributo più efficace al territorio dell’Arneo non è rintracciabile in queste pagine perché è un contributo lento e verificabile solo nel medio-lungo periodo.

Condividi: