Taranta Talk
Da Pasolini alle BR, discorrendo degli anni di piombo
a cura di Giovanni Bianconi (giornalista e autore del libro Una come noi, Treccani Libri, 2025)
modera Rosario Tornesello (direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia)
«Il 21 ottobre del 1975 Pasolini trascorse l’intera giornata nel Salento», ricordano i docenti dell’UniSalento Rocco Luigi Nichil e Fabio Moliterni (2022), «al mattino, presso il Liceo classico Giuseppe Palmieri di Lecce, tenne una lezione che faceva parte di un corso di aggiornamento per docenti organizzato dal Ministero della pubblica istruzione. Il corso verteva sul tema “Dialetto e scuola” ed era stato ideato e organizzato da Antonio Piromalli, ispettore del Ministero, e da Gustavo Buratti, presidente dell’Associazione internazionale per la difesa delle lingue e delle culture minacciate. Fra i presenti c’erano anche due professori di Calimera, Rocco Aprile e Luigi Tommasi, che convinsero Pasolini a un fuori programma per fargli ascoltare dal vivo la particolarità della loro lingua: quel pomeriggio, a Calimera, si svolse tra Pasolini e i cantori della musica popolare un incontro che ebbe luogo in uno spazio improvvisato, i locali dismessi di una vecchia fabbrica di tabacco».
In quell’occasione Pasolini registra i Moroloja, canti funebri, che secondo la tradizione non potevano essere eseguiti fuori dal loro contesto e tantomeno essere registrati, pare che altri ci avessero provato prima di lui ma che i nastri fossero sempre risultati bianchi. Pasolini muore poi il 2 novembre dello stesso anno e, di fatto, quella costituisce la sua ultima uscita pubblica.










