Il confronto sulle relazioni tra danza e rito e le forme di trasmissione del patrimonio culturale immateriale. Dal Salento al caso della furlana in Friuli, al centro dell’attenzione la trasmissione e la trasformazione delle pratiche coreutico-musicali.
Dopo il laboratorio di idee tenutosi ad Aquileia nel marzo scorso, il progetto “Dal Salento ad Aquileia” prosegue il proprio percorso a Lecce con il convegno di studi “Danza e Rito. Tra sacro e profano, pratiche rituali e forme del patrimonio”, in programma sabato 3 e domenica 4 ottobre nell’Auditorium del Museo Castromediano.
Due giornate di confronto per allargare e approfondire le questioni emerse nella prima fase del progetto, nato dall’incontro tra due pratiche coreutico-musicali distanti per storia, geografia e contesti di trasmissione: la pizzica pizzica salentina e la furlana friulana. Il convegno di Lecce amplia lo sguardo verso altri contesti italiani e mediterranei, interrogando il rapporto tra danza e sacro, tra pratiche rituali e rappresentazione, tra continuità e trasformazione. L’obiettivo è osservare come i patrimoni viventi vengano selezionati, trasmessi, rappresentati e rifunzionalizzati nel tempo, e quali responsabilità comportino oggi i processi di salvaguardia.
La terza sessione, “Pratiche di salvaguardia, trasformazione e rifunzionalizzazione”, presieduta da Vincenzo Santoro. Interverranno Placida Staro con “Di rune, serpi e ‘idologie’: patrimoni e matrimoni immateriali”; Eugenio Imbriani con “Sugli usi e abusi del folklore”; Omerita Ranalli e Claudio Rizzoni dell’ICPI – Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale con “Percorsi istituzionali di salvaguardia del patrimonio musicale. Casi di studio e prospettive”. Alle 11 il coffee break, quindi alle 11.30 comunicazioni e dibattito. Le conclusioni sono affidate a Massimo Bray, presidente della Fondazione La Notte della Taranta.










